Amarone della Valpolicella - Brunelli Wine

IL VINO,
un Racconto...

Vini dal 1936

 

Luigi Brunelli, vignaiolo, enologo e artigiano crea con le proprie mani e l'aiuto della famiglia un prodotto elegante e dalle qualità incomparabili.

La convinzione di Luigi è che ciascun vino sia una storia di piacere, di sensazioni e suggestioni uniche. Il vino della famiglia Brunelli seduce e trasporta, con la sua armonia ed eleganza, in un percorso di emozione e trepidazione, dove si racconta la forza, il sapore ed il frutto della terra e della vite che cresce.

Questo pensiero è parte dell’identità dell’azienda, fortemente influenzata dalla volontà di rimanere fedeli ai valori che da sempre hanno accomunato le diverse generazioni della famiglia Brunelli e che, dall’inizio, ne rappresentano il principio guida.

Le origini

Le origini

La storia della famiglia Brunelli comincia nel 1700, in un epoca ormai lontana.

In Valpolicella tre fratelli iniziano a coltivare, in qualità di mezzadri, i terreni di proprietà dei conti di una nobile famiglia Veronese che possiede come era all’uso al tempo, oltre alla villa padronale, un podere agricolo sviluppato attorno ad un’antica corte a ferro di cavallo, conosciuta con il nome di Corte Cariano.

Le prime bottiglie

I fratelli Brunelli coltivano i terreni attorno alla corte, dedicandosi alla coltivazione di granturco, all’allevamento di cavalli e bovini e, in modo collaterale, alla produzione di vino Valpolicella e Recioto, destinando per contratto metà del prodotto al signore proprietario del fondo. Il poco vino prodotto in quantità bassissime è dapprima utilizzato all’interno alla famiglia finché, a poco a poco, ed in seguito alla visita di un prelato che ne fece grandi lodi, si prende coscienza della bontà del prodotto per iniziare a venderlo per le contrade ed i paesi limitrofi.

Le prime bottiglie
Un sogno divenuto realtà

Un sogno divenuto realtà

All’inizio del 1900 la famiglia Brunelli, dopo anni di sacrificio e di risparmi, riscatta tutti i terreni diventandone a tutti gli effetti proprietaria indipendente.

Nel 1936 le attività di agricoltura vennero abbandonate dal bisnonno Angelo per dedicarsi alla sola produzione di vino di qualità, fondando lo stesso anno l’azienda vitivinicola. Lavorando con passione con la moglie Stella, in breve tempo Angelo diventa conosciuto nel veronese perché a dire degli amici “maestro nel produrre Recioto da vigneti di pianura”.

Si vive al tempo all’interno di un’economia di sussistenza, e l’unico, primo vero vigneto della famiglia Brunelli è chiamato Pariondo, data la sua forma quasi perfettamente rotonda.
 
Nascita dell'amarone

Nascita dell'amarone

Negli anni dopoguerra Angelo viene affiancato dal figlio Giuseppe, che sin da giovane dimostra una particolare ed innata attitudine alla produzione ed alla commercializzazione di vini da uve autoctone, aiutato dalla moglie Gaetana, una donna dolce ed amorevole, quanto forte e risoluta.



Impegno e fatica erano la regola quotidiana per potersi affermare ed imbottigliare tutto il prodotto del proprio lavoro, andando dunque in controtendenza rispetto alla maggior parte delle cantine che vendevano solo vino sfuso.

Viene messa in bottiglia la prima bottiglia di Recioto Amaro, l’Amarone.
Luigi & Luciana

Luigi & Luciana

Nel 1975 il figlio Luigi prende in mano l’azienda, sposando qualche anno dopo Luciana, figlia di un appassionato viticultore di Custoza, condividendo da subito con lei una grande sensibilità e rispetto per il territorio e per le proprie radici.

I due giovani investono in vigneti più elevati di quota nella zona Classica, fino ad arrivare ai 420 metri di altitudine dove, dopo aver selezionato le uve separatamente in seguito alla zonazione, vengono prodotti per la prima volta i due cru dell’azienda: Campo Inferi e Campo del Titari. Il Campo Inferi identifica un vigneto difficile da raggiungere, la cui strada presenta un terreno accidentato e sassoso, con salite e discese che spesso facevano cadere l’uva appena raccolta, rendendo la vendemmia quasi un “inferno”. Era dunque l’ultimo appezzamento dove i grappoli venivano selezionati, dando come risultato uve molto mature e zuccherine.
Il Campo del Titari è invece un cru che deve il proprio nome al cavallo padronale con cui Luigi giocava in tenera età, animale dal carattere selvaggio e difficile, che spesso amava rifugiarsi in questo vigneto. Prodotto per la prima volta nel 1996, dopo qualche anno i primi assemblaggi portavano alla luce un frutto polposo, ma anche note di cuoio di sella, cioccolato e sensazioni di potenza ed eleganza che in qualche modo avevano riportato in lui la memoria del cavallo. Il colore scuro e vivace dell’Amarone ne ricordava inoltre lo sguardo impenetrabile. Luigi decise col tempo di rendere di Campo Inferi un Amarone più femminile, che potesse riflettere la gentilezza e l’eleganza della moglie Luciana, e di rispecchiare il proprio carattere, a tratti schivo ed enigmatico, nel Campo del Titari.
La quarta generazione

La quarta generazione

Nel 2005, con l’ingresso del figlio Alberto in cantina, l’azienda amplia la cantina di affinamento ed i locali di appassimento.

Si ristruttura Corte Cariano, ricavando un agriturismo con 4 camere ed appartamenti che rispettano i materiali e le atmosfere del casale originario.

Il rispetto della tradizione bilanciato da una particolare carica innovativa rappresenta ancora oggi uno dei principi ispiratori dell’azienda.